MEMORIE |
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domenica, 08 novembre 2009
…la trilogia degli esseri.
( le tragedie umane)
…e si maschera di poteri magici e di potenza fisica
la trilogia degli esseri umani :
in culti d’ogni credo che manifestano frivole pretese
animano l’osmosi biblica alle coppie sterili ,
a un ritegno che non ritorna ma mortifica e trafigge l’anima
lascia nausee e mali odori…
…è un ibrido felino che si accoppia con l’incesto fobico
profana il feticcio pubico e insozza l’insolenza ambigua,
ed è la sua carne a marcire orgasmi
carne debole che nel corpo suo è labile
purga fugaci attimi dando sfogo ad approcci sterili…
….e si trascura l’animismo osferico
e con occhi umidi si lacrima in alchemiche formule,
si differenziano le specie umili e si evolvono in intrecci cosmici
dove la lava vulcanica copre spazi inutili,
e ne costituisce motivo di eccitazione la partener lesbica
che annaspa nelle esecrazioni corporee dagli esseri ludici
in apparenza gioca e lascia dolori futili …
…e si distingue l’aristocratico gotico
va in difesa della spiritualità ideologica
col sol pensiero fa l’intellettuale, si dedica al platonico amore ,
lo condivide con quelli che i sentimenti animano
e col l’amorevole vezzo fuoriesce dai canoni logici …
…ed è peccaminoso l’essere che ferma il battito di un cuore isterico
l’amore preso con l’inganno fa oltraggio all’essere umile,
egli può solo stare negli inferi m’isterici a spaziare nelle arterie
e tra le vene dei dannati vomita…
…e non c’è spazio per una dolce tenerezza ,la tua?
solo i duri e i forti hanno sangue da battaglia,
in loro la belva gli fa dimora :
arriva dalle tenebre e con voce li seduce…
…e tutto gira nel silenzio e nessuno vede,nessuno ascolta !
sciami di anime vagano danzando;
ballano a cerchi e sostituiscono l’amore agli innamorati,
mentre la morbosità iniqua sputa nel piatto antropico
e viene così trafitto il sentimento dagli immondi epatici..
…ed è la trilogia degli esseri a distinguersi tra gli umani biblici
il brutto il buono,il cattivo ,ci aggiungo il sognatore !
i tre sensori dell’umana vita ,i pensatori!
si divide tra questi il più tribale
il figlio dell’uomo è il migliore…
poetanarratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 02:09 |
domenica, 04 ottobre 2009
…il signore delle tempeste .
…c’era freddo fuori ed era di inverno
la neve cadeva e l’ultima farfalla se ne andava,
anche il passero fuggiva
e in un covone di paglia si annidava
ombre sui muri animavano alberi spogliati
e dalle appassite foglie brillavano colori ,
mentre lupi gitani cantavano la loro malinconia
una melodia che chiedeva amore…
…e seguivo il lamento ,il loro canto !
un messaggio di tristezza che la tempesta avvertiva:
e vi fu furia nel creato ,nel olimpo!
culla della mia poesia,
il signore delle tempeste distruggeva ogni cosa
insinuava tra le genti il funebre lamento
e le dolci creature non respiravano più aria pura…
…e fu squarciato il cielo e le saette aprirono le acque
e tutto intorno il mare fu tempesta ,
le scannate pecorelle fuggirono dai germogli
e la rugiada si nascose tra i cespugli ,
tutto intorno scorreva sangue
e di morti abbandonati in larghi rivi,
cani che banchettavano gli avanzi dei signori
e nel giorno ,il buio appariva…
…e di amore nacque dalla mente spoglia
e gli ignobili gli fecero ferocia,
la croce di Gerusalemme il dio prega
e la candida fanciulla a lui ci crede,
e dai tenebrosi rovi volarono aquile reali
volteggiavano e salivano dove non c’è più nessuno
dove la mia sete ora si fa di sale e non si placa
l’amore mio lo colgo nella dolce musa…
…e tu, tu dio dell’immenso ,
il figlio tuo lo accogli nel patrio tetto lo consacri,
tu che al suo lato siedi accanto per te egli prega
e di giubilo la novena:
oh figlio! figlio mio diletto
sia così il reo destino ,il benedetto!
a perdonare ogni volontà il cuore crede….
il poetanarratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 13:53 |
domenica, 26 luglio 2009
…il castello fatato.
…nel castello fatato il dormiente spirito si sveglia
spalanca le sue ali all’amore
vola verso l’eterno e implora pietà:
chiede una promessa fatta all’amata
di andare nei suoi campi a raccogliere amore…
….la sua sposa regina è candida e rosa
di lui è follemente innamorata ,
la sua anima in lui fa dimora
e nessuno mai gli la può porta via…
…su di un cavallo combatte spettri impazziti
che nella notte male gli han voluto,
è fu lei ,la guerriera di luce a diffondere pace
estrasse la spada dalla roccia e al male mise fine…
…e caddero teste di fuoco e dal capo peli tagliati
cricchianti e male odoranti bruciavano al vento,
lo scalpo all’inferno, dall’ossa usciva
si liberava il fato dal male maligno…
…e dal castello fatato ,ho ricevuto un invito
io sconosciuto straniero non porto le armi,
vado vestito di sola poesia
faccio il giullare e pure il cocchiere,
faccio il cantastorie e il messaggero
dipingo di immagini la mia avventura…
…e vesto di maschera gli invitati
io porto il mio volto da sempre investito,
e ci sei pure tu amore e balli con me il valzer infinito
balli la vita di giorni fiorenti,
presto saranno cocenti
sulla tua pelle la mia carne si brucia….
…e al dodicesimo rintocco vai via
corri e perdi la scarpa,
vengo a cercarti correndo nei tuoi prati ti ammanto
sei tu la mia cenerentola che vicino al camino mi scaldi,
quella dei miei sogni mancanti
l’angelo blu sempre sorridente…
il poeta narratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 15:59 |
giovedì, 16 luglio 2009
foto: Rinaldo . Amore Ho accarezzato leccando, lacrime di dolce piacere, rotte e sensazioni di intimo, di dubbi e altari fioriti. Forza semplice che anima la vita, l’amore. Commosso, nell’incertezza mi nascondo con lei, impavido brivido senza menzogna. Destinati nel volo, gli uccelli, ci donano le ali in amore e il vento apre finestre a speranze, fiducia e dolori. Amo l’amore! di vita, di un fiore, del cielo stellato che racconta indulgenze e ferite. Di gioia e disgrazia, arrogante e sereno, tumultuoso e perfetto, di intrecci e di baci, di odi e tabù…è sempre l’amore che domanda eccitato…mi vuoi? Fatto di luci, di slanci in giorni d’inverno, in notti d’estate, del profilo di lei. Amo l’amore, ladro e leggero, distratto e assonnato, digiuno e focoso, che racconta creduto, di follie del cielo, di tormentate domande indifferenti al dolore, ma nefaste al cuore. Resta un momento, un solo momento, quando uno specchio figura di me, con parole di sguardi senza motivo mi guarda e mi dice…io sono l’amore.
Pensieri scritti da
dedalos
alle 21:10 |
domenica, 28 giugno 2009
IL VERSO.
…da un pensiero nasce il verso ,chi lo adatta in lunghezza ,chi con ermetismo…
è da tempo che volevo parlarvi ,a riguardo della forma poetica ,e qui,in questa mia piccola chiamiamola riflessione ,ve ne do esempio:
…la poesia ,come noi tutti sappiamo ,nasce in noi spontanea ,e strada facendo si inserisce e acquista forza in noi,arriva nel nostro sentire e ci regala i primi suoni,le prime rime,insomma ci fa scoprire un mondo fantastico ,che a mio dire non lo è…
…ognuno che scrive poesia adotta il suo stile,stile vuol dire : forma = contenuto….
c’è chi non segue la punteggiatura lasciando parlare alla sola strofa,chi va a capo usando sempre le maiuscole ,questo avveniva nei sonetti ,ora non più :spesso adottato nelle prime due strofe di quartine ,seguono poi senza la maiuscola le altre due strofe di terzine …
c’è chi adotta l’ermetismo e ne fa a mio avviso indovinello, sintetizzando al massimo il verso ,con vocaboli meno usati nel linguaggio comune ,della comune gente ,forse è uno stile sorprendente ?io sinceramente non lo capisco,si vuole usare un linguaggio distaccato e resta una chiave di lettura per pochi , a mio dire resta distaccato ,non affonda nelle menti comuni ,e cioè per la maggior parte della gente ,come anche molti di noi che scriviamo poesia ,rientriamo in una cultura media ,se non mediocre , un linguaggio che viene facilmente recepito ,altrimenti rimane uno sconcerto ,causato appunto, da versi chiusi ,che non danno vita e respiro al canto ,e quindi a questo credo che ci da più forza più grinta per esplorare il mondo poetico e se ne ricava una semplicità naturale…
…questa sempre naturalmente e teoricamente resta una mia esperienza nel campo poetico ,non tralasciando la bellezza di chi adotta ermetismo,gia in altri post,lasciati nel mio blog ,espongo teorie di come la vedo io per queste forme…
e come già accennato anche sulla metrica poetica ,definito da me l’alfabeto della poesia! qui alcuni seguono alla lettera ,la sua forma educativa ,ed io ne sono convinto della sua utilità,convinto che un frutto maturo ne bisogna raccogliere il succo,quindi a mio dire ,il tutto non è dettato da un obbligo letterale ,la metrica è semplicemente una formula creata per dare insegnamento ,e da questo insegnamento ognuno di noi attinge il suo bisogno di sapere ,la famosa conoscenza….
…la poesia ,come detto rimane oggetto individuale ,si dice spesso: ma io scrivo di getto! ed è vero ciò…questo getto viene fuori spontaneo ed è una ottima partenza,col tempo si sa anche elaborare questo getto…e quindi resta un inizio a fare poesia ,sarebbe dispiacevole fermarsi,cosa che accade sovente ,vuoi perché è solo un attimo di pensiero dedicato alla donna amata, vuoi perché pubblicata su siti letterari dove il commento si fa feroce ,e si rischia che quel getto iniziale va a morire ,a fermarsi ,perché uno stronzo qualsiasi non ha capito chi vuole iniziare un percorso poetico ,quindi si bloccherebbe un bello che sta per nascere ,ed è da questa forma gettale che cominciano a nascere i primi passi verso la poesia …
…battutina: ci sentiamo poeti ,parola grossa! perché si pensa l’impossibile ,al grande poeta,e noi chi siamo?direi che il tempo da ragioni e risultati …
…passiamo ai suoni ,alle assonanze :
abbiamo detto ,ho detto! che diverse sono le forme che alcuni adottano ,una firma che ne diviene uno stile personale ,come dire:
questa è la mia poesia e il mio modo per cantarla ,ed io ne sono convinto di questo,sono d’accordo ,però poi resta il parere singolare di ognuno di noi e come la vede ,ma che comunque in ognuna ne debbano affiorare i suoni,più che praticati nella scrittura,vanno sentiti ,mi spiego meglio:
il suono poetico rientra tra i livelli naturali del sentire ,ed è importante esprimerli in poesia ,da questi nascono le assenze che a sua volta fanno e danno ritmo alla musica del canto ,la cosiddetta musicalità!
qualcuno si chiede cosa sono questi suoni ?ve ne do esempio:
quando ascoltate una canzone ,la voce del cantante in essa sentite la musica che accompagna le parole e ne fa melodia ,mentre in poesia al massimo potete sentire una voce che declama poesia ,e in quella voce ,si sente la tonalità,gli alti e i bassi per dare tono a quel verso e figurarlo musicalmente ,solo con un solo strumento (LA VOCE) questi eventi succedono rari ,ma non perché questa arte antica è riservata ai pochi ,a una classe sociale di alto rango,no ! è che se da un’arte non si ricavano denari ,questa rimane per i pochi appassionati …
….resta comunque semplice la lettura ,vi comprate un libro di poesie,che spesso in librerie sono sempre pochi ,o andare in blog e siti letterari ,qui si arriva alla differenza,e cioè: prima si è parlato di toni di voci ,quindi suoni uditivi e più vicini e diretti,mentre ora si va a parlare di una LETTURA VISIVA direi quindi diversa dai suoni uditivi ,leggendo la lirica possiamo seguire il verso e nella NOSTRA lettura visiva ne concentriamo e ricaviamo musica dove la mente le assimila ,(questi sono i suoni )…
…seguo col dirvi ,che tutto prosegue naturalmente ,infatti chi recepisce questo dono ,nel tempo ne concerta sempre più praticità nel elaborare poesia ,dando la sua maggiore completezza poetica e di forma strutturale ,questo particolare,ma che particolare non lo è , oltre che è una forma d’arte ,viene chiamata scienza ,nascita naturale della fabella ,favella dei cantastorie ,raffinata nel tempo e confortata da ogni individuo che esplora il mondo della conoscenza ,della naturale vita,questa viene chiamata :la scala naturale…
…vi faccio esempio di significato:
prendete una scala,e salite su, gradino per gradino ,mentre salite vedete più luce,sentite più aria,vedete più cose…poi dall’alto vedete il basso e ne noterete differenza,e questa naturalezza che sale…sale…col tempo nelle menti ha il suo sviluppo le sue maggiori funzioni ,si distingue dunque la differenza nel proprio io ,ed è un crescere cosciente che da e si ha emozioni ,seguendo una propria volontà ,e ai grandi poeti ,questi restano solo che i primi maestri che con il loro insegnamento danno seguito a chi come noi fa poesia.,quindi non mi allargo la bocca dicendo ,ho letto pinco palla …no! ma con naturalezza e farina del proprio sacco si può continuare un percorso sinceramente ….
…come detto e mi ripeto:tutti quelli che come me amano la poesia seguono l’istinto naturale ,la bellezza di fare la buona e bella poesia…
…a tutti un caro abbraccio .
Giovanni Maffeo
poetanarratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 09:48 |
venerdì, 26 giugno 2009
…e lo chiamano amore!
e si comincia per gioco,una frase ,una parola
un ammicco presuntuoso per non sentirsi solo,
e non c’è ombra che segua i miei pensieri
i quali si dissolvono ogni volta che guardo all’infinito ,
e ho perso l’ultima carezza che io avrei voluto
l’infatua promessa di un sublime fato …
…e vorrei fuggire là ! dove la mente non ha confini
dove il vuoto pervade l’anima e ci rende vergini e puri,
dove la miseria ,la volgare sfida preclude la deleteria vita
ostacola chi di amore vive l’inquietudine di chi sospira
porge la mano a chi chiede aiuto …
…e lo chiamano amore questo sorriso che segue la fiducia
in ali di libertà approda e vibra sentimenti,
in un mondo avverso sentirsi prigioniero
spezzare le catene e lasciarti andare,
e vorrei esplorare mari sconfinati
e gridare al cielo quanto è bello sentirsi vivi
cogliere una rosa rossa sul tuo corpo nudo accarezzarti…
…è da tempo che ho perso le parole ,la voce per parlare
e nei miei pensieri ho urlato dispiaceri,
e vorrei sentire il suono ,le vibrazioni
il fremito felino che ci unisce ancora,
sentirti dentro me ,tu la sola!
farti mia , renderti felice in questa dimensione
una parte infinitesimale ,
e mostrarti una immagine ,la mia!
un volto ,le mille sfaccettature ,
delineare il mio profilo,il mio essere parla poesia…
…e nessuno ha avuto orecchie per sentire
muti riverberi attutiti da pareti spoglie,
non sentono più rumori
solo tristi sgomenti in attese vane ,
e tu, ti sei persa nella giungla assieme alle farfalle
lì, voli libera a perderti nel sonno,
sfogli pagine di autori strani
ti immedesimi in essi e ti illudi…
…e ti chiamano amore
ed è l’ultima parola a cui non si spiega:
un cosmo di sensazioni ,la tempesta non ripara ,
e di fronte a te nudi naufraghi
approdano su porti senza meta,
si vestono di fanciullezza e desideri
sulla sabbia poi a far l’amore…
ed è bello ,chiamarti amore!
viverti per quello che tu sei:
sei l’aria che io respiro
il calore, che ci ammanta e ci consola…
..ed è in questo buio che io ho certezza
con lacrime di silenzi mi offro alla tua vita
per non lasciarti mai,
e ti bacio , ti do me stesso
il solco profondo ci porta in paradiso,
nell’attesa di te la mia anima riposa
sentirti sempre mia…
( ed io, di te innamorato continuo a chiamarti : )
amore…amore…amore…
il poeta narratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 19:05 |
domenica, 17 maggio 2009
…e annaffio i fiori.
…e annaffio i fiori,scovo tra le foglie ali di farfalla
il meglio della vita ,per donarvi un semplice sorriso,
camminare con le ali della fantasia
far si che un’anima spera
trova la forza ancora per sognare…
…e annaffio l’eterna fonte
dove gocce d’acqua zampillano speranze,
dove un amore prega per volermi bene
nasconde triste il suo dolore
non vuole più farsi innamorare,
e annaffio vita ,la mia preferita !
quel poco che mi resta all’ultima fermata
lì anime sconvolte attendono la sete…
…sono tante le domande,poche le risposte
solo un cenno io ti posso dare :
regalarti ancora i miei versi ,per poter gioire
uniti in una sola idea ,fare dell’amore oggetto di piacere
la solidale iniziativa,
trovarsi un giorno tutti insieme ,cantare in coro
la bella poesia…
il poeta narratore.
Pensieri scritti da
poetanarratore
alle 13:36 |
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